Il Trust di scopo, costituito da una fondazione e da alcuni enti pubblici conferendovi denaro, perchè provvedesse alla manutenzione, alla riqualificazione e allo sviluppo di un aeroporto, non sconta l’imposta di donazione proporzionale.

Sancendo tale principio, nell’Ordinanza n. 1131 depositata lo scorso 17 gennaio, la Corte di Cassazione fa un ulteriore passo avanti nella definizione del trattamento impositivo indiretto del Trust. La pronuncia conferma la decisione della Corte di merito, che aveva escluso l’applicabilità dell’imposta di donazione proporzionale (8%) all’atto con cui una fondazione, una Regione, un Comune e una Camera di Commercio avevano istituito (conferendovi denaro) un Trust destinato a provvedere alla “manutenzione ordinaria e straordinaria, alla riqualificazione e allo sviluppo” di un aeroporto, prevedendo che eventuali beni residui sarebbero stati devoluti, alla cessazione del Trust, alla Regione o ad altra società pubblica individuata dai disponenti. L’Agenzia delle Entrate sosteneva che l’atto dovesse scontare l’imposta sulle donazioni proporzionale, con l’aliquota dell’8%, in quanto aliquota residuale prevista in tutti i casi in cui non esista un rapporto di parentela o affinità tra donante e donatario. La Cassazione, nell’Ordinanza n. 1131/2019, afferma che si tratta di un orientamento “formatosi in un limitato arco temporale” e che “non si è consolidato”, ma che è stato, invece, superato da un più recente orientamento (Cass. n. 21614/2016) che, operando una lettura costituzionalmente orientata della normativa in oggetto, attribuisce il giusto rilievo al presupposto impositivo dell’imposta sulle donazioni.

In breve – afferma la Corte – il conferimento di beni in Trust, di per sé, configura un atto neutro, che non integra, se autonomamente considerato, un trasferimento imponibile ai fini dell’imposta sulle donazioni. Infatti, l’indice di capacità contributiva che legittima l’applicazione dell’imposta sulle donazioni è dato dall’incremento patrimoniale del beneficiario e non dalla mera “utilità economica della quale il costituente, destinando, dispone” (Cass. n. 3886/2015). Pertanto, il giudice di merito ha correttamente escluso l’applicabilità dell’imposta di donazione proporzionale nel caso di specie, in cui non ricorreva alcuna liberalità, posto che, ai fini dell’applicazione dell’imposta di donazione al Trust, non può attribuirsi rilievo fiscale al mero impoverimento del donante.

L’Ordinanza individua nel trasferimento dei beni e diritti al beneficiario finale il momento impositivo ai fini dell’applicazione dell’imposta di donazione, essendo questo il solo momento in cui si verifica l’arricchimento dello stesso. “L’istituzione di un vincolo di destinazione non è tassata in sé e per sé, ma solo nel momento in cui si verifica un effettivo incremento patrimoniale del beneficiario”, quando, cioè, il programma del Trust ha avuto esecuzione, vale a dire quando il Trustee, alla scadenza del Trust, trasferisce al beneficiario i beni del Trust.

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