Il Trust di garanzia è soggetto all’imposta fissa di registro e non all’imposta di donazione dell’8%. Lo dice la Cassazione con Ordinanza 31446/18, “gemella” rispetto alla 31445/18.

Il disponente trasferisce beni al Trustee per liquidarli e pagare i creditori. L’eventuale residuo sarà destinato al disponente o ai suoi eredi. Le Entrate, considerato che il beneficiario residuale del Trust sia il disponente, applicano l’imposta dell’8%, giacché tra il disponente e … il disponente non esiste alcun rapporto di parentela. La Cassazione ripercorre le proprie pronunce, a partire dalle ordinanze del 2015, che avevano affermato l’esistenza di un’imposta sui vincoli di destinazione accanto alle imposte di successione e donazione. Rivede criticamente i passaggi argomentativi. Una “nuova” imposta sui vincoli di destinazione non regge a una verifica di costituzionalità. La tassazione in misura proporzionale di un vincolo che non determina arricchimento in capo ad alcuno viola il principio di capacità contributiva (articolo 53 della Costituzione). L’Ordinanza è centrata nel dimostrare l’inapplicabilità dell’imposta di donazione in quanto, trattandosi di Trust autodichiarato, in capo al Trustee non si verifica alcun incremento definitivo e stabile. In caso contrario, invece, l’atto sarebbe soggetto all’imposta di donazione.

La questione va posta diversamente. I Trust di garanzia sono esclusi da imposta di donazione per la semplice ragione che non sono donazioni. È ovvio, infatti, che l’intento del disponente, in un Trust di garanzia (autodichiarato o no), non è certo “regalare” il ricavato dalla liquidazione dei beni in Trust ai creditori, bensì pagare i propri debiti.
L’Ordinanza, condivisibile nella conclusione, lo è meno nel suo ragionamento perché nessun Trust che si definisca tale può essere interpretato come atto che determina un trasferimento definitivo di beni in capo al Trustee. Tutte le attribuzioni al Trustee sono per definizione temporanee.

La tassazione potrà avvenire solo una volta che si realizzerà il trasferimento in favore dei beneficiari finali, che dovranno provvedere alla relativa denuncia all’agenzia delle Entrate. Superate le franchigie si applicheranno le aliquote d’imposta a seconda del rapporto di parentela che intercorre tra disponente e beneficiari.
L’imposizione indiretta, nei Trust liberali, è rinviata al momento del trasferimento dei beni ai beneficiari finali. Nei Trust non liberali l’imposizione è fissa se in capo al Trustee non si verifica un trasferimento definitivo di beni: in pratica, sempre.

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